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Per dieci minuti

Per dieci minuti

di Chiara Gamberale

Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima. Lei che è incapace anche solo di avvicinarsi ai fornelli, cucina dei pancake, cammina di spalle per la città, balla l’hip-hop, ascolta i problemi di sua madre, consegna il cellulare a uno sconosciuto. Di dieci minuti in dieci minuti, arriva così ad accogliere realtà che non avrebbe mai immaginato e che la porteranno a scelte sorprendenti. Da cui ricominciare. Con la profonda originalità che la contraddistingue, Chiara Gamberale racconta quanto il cambiamento sia spaventoso, ma necessario. E dimostra come, un minuto per volta, sia possibile tornare a vivere.

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Chiara Gamberale

Chiara Gamberale è nata nel 1977 a Roma, dove vive. Con Feltrinelli ha pubblicato Per dieci minuti, Adesso, le nuove edizioni de La zona cieca e del suo esordio Una

Marco Balzano: RESTO QUI

Il romanzo di Marco Balzano Resto qui (Einaudi) prende spunto da fatti realmente accaduti con la scomparsa di un paese sommerso, Curon, di cui rimane solo il campanile come nella copertina del libro. 

La narratrice, io narrante, è Trina una insegnante nata e vissuta nel paese che racconta il dolore provocato da partenze e penosi allontanamenti, e la sua vita, dove gli uomini per lei “erano individui troppo goffi o troppo pelosi o troppo rozzi” , e tutti da quelle parti avevano una terra da coltivare con l’odore di stalla e sudore addosso. Per certi versi meglio gli zigomi duri di una ragazza che la pelle spinosa di un uomo. 

L’unico uomo di cui si innamorerà, e sposerà, sarà Erich che passa davanti alla sua finestra all’alba col cappello abbassato sulla fronte e una sigaretta al lato della bocca.

Fantastica su di lui davanti ai libri aperti e la matita sulla bocca, mentre nelle altre stanze stanno la severa Ma’ , una che strilla sempre, e il vecchio padre falegname, Pa’, che ridacchia con la pipa tra i denti, di fronte alle ingenue domande sulla vita da contadino che gli pone la figlia, sempre con la testa al giovane Erich.

“Fino a quel momento, specie in queste valli di confine, la vita era scandita dai ritmi delle stagioni. Sembrava che quassú la storia non arrivasse. Era un’eco che si perdeva. La lingua era il tedesco, la religione quella cristiana, il lavoro quello nei campi e nelle stalle. Non c’era da aggiungere altro per capire questa gente di montagna di cui fai parte anche tu, se non altro perché ci sei nata”

Poi nel ’23 i fascisti prendono il potere sul paese, proprio mentre Trina si prepara all’esame di maturità. Il paese viene italianizzato sostituendo insegne e nomi, e se fino a qualche anno prima l’italiano era visto come una lingua esotica adesso era d’obbligo.

Erich è preoccupato per il progetto di costruzione di una diga che espropria i terreni, insieme ai casolari che verrebbero sommersi, costringendo gli abitanti a emigrare.

Tutta la narrazione di Trina tende ad essere rivolta a Marica, la sua secondogenita, bambina scomparsa con gli zii in fuga verso la Germania, dopo che la situazione diventerà drammatica anche il figlio maschio si separerà da lei, arruolandosi con disappunto dei genitori, nelle file dell’esercito tedesco.

“Non sai niente di me, eppure sai tanto perché sei mia figlia. L’odore della pelle, il calore del fiato, i nervi tesi, te li ho dati io. Dunque ti parlerò come a chi mi ha visto dentro”

Ci saranno altri tormenti come l’amica Barbara portata via dai nazisti, l’uccisione di un soldato tedesco mentre sono in fuga verso la Svizzera. Erich sarà mandato al fronte e tornerà zoppicante con l’idea di disertare se l’avessero richiamato. 

Il piccolo paese fiorente e popolato – non al contrario, squallido e spopolato come era stato descritto dalla Montecatini che vuole in tutti i modi costruire la diga – si troverà costantemente minacciato nel corso degli anni: prima i fascisti, poi i nazisti dalla vicina Austria, la guerra, e paradossalmente dalla pace che neanche il Papa, a cui Erich insieme a padre Alfred in udienza in Vaticano faranno appello, riuscirà a mantenere, mentre i lavori alla diga stanno per essere terminati, nella rassegnazione degli abitanti che dovranno lasciare le loro case natie.

Ci sono pagine intense che descrivono drammaticamente gli stati d’animo degli personaggi, come quella della fuga in mezzo alla neve per raggiungere il confine svizzero, il rifugio temporaneo in una grotta, il gelo e la mancanza di cibo, oltre che la solidarietà di una donna grassa incontrata in una capanna, anche lei in fuga con una bambina muta, insieme al coraggio e una certa incoscienza, in una storia di smarrimento di un paese ai margini del tempo, e per certi versi anche una storia di formazione dove seguiamo il racconto dell’ingenua Trina iniziale, successivamente cambiare a seguito degli avvenimenti.

“Avevo voglia di andare ad abbracciare Maja e nello stesso tempo di restare nascosta perché non ero più la Trina che conosceva. Avevo mangiato il ghiaccio per dissetarmi. Avevo sparato alla schiena”.

La scrittura di Balzano è intensa e poetica, e descrive con grande sensibilità la vita delle persone che lottano per mantenere la loro cultura e la loro identità in un mondo in rapida trasformazione.

L’autore, in una nota finale, scrive che tornando oggi in quello che resta del paese, ormai divenuto attrazione turistica, si è sentito in grado di valorizzare la Storia e ospitare una storia più intima e personale, studiando le vicende reali, cercando di fare di più che guardare a bocca aperta il campanile per cercare di intravedere i resti di quel mondo perduto sotto lo specchio del lago come tutti e poi andare via.


Curon Venosta oggi (foto Google maps)

L’ autore

Marco Balzano è nato a Milano nel 1978, dove vive e lavora come insegnante. Oltre a raccolte di poesie e saggi ha pubblicato tre romanzi: Il figlio del figlio (Avagliano 2010; Sellerio 2016, Premio Corrado Alvaro Opera prima), Pronti a tutte le partenze (Sellerio 2013, Premio Flaiano) e L’ultimo arrivato (Sellerio 2014, Premio Volponi, Premio Biblioteche di Roma, Premio Fenice Europa e Premio Campiello 2015). Resto qui è giunto finalista al Premio Strega 2018.

Curiosità

Il suggestivo paesaggio di Curon nel 2020 diventa una  serie tv per Netflix a sfondo soprannaturale.

Il libro su Amazon

Titolo: RESTO QUI

Autore:  Marco Balzano

Editore:  Einaudi

Anno: 2018

Pagine:  180

Awa Bela Diallo: Ragazza del Sogno

Mariama Kesso Diallo ci racconta la saga di una grande famiglia poligama Fulani dove la distinzione tra uomini liberi e dipendenti è ancora molto presente. Nata a Labé, nella Repubblica di Guinea, Mariama Kesso Diallo si è laureata presso le università di Conakry e Ginevra dove vive oggi.

Amara Lakhous:

Contesa per un maialino italianissimo a San Salvario

Il libro

Ottobre 2006. Mancano pochi mesi all’entrata della Romania nell’Unione Europea, ma Torino è scossa da una serie di omicidi che coinvolgono albanesi e rumeni. È in corso una faida fra delinquenti, o c’è dietro la mano della criminalità organizzata che prima ‘infesta’ e poi ‘bonifica’ certe aree per speculare nel settore immobiliare? Enzo Laganà, nato a Torino da genitori calabresi, è un giornalista di cronaca nera che vuole vederci chiaro e scoprire il movente degli omicidi. Ma prima di far luce sul caso dovrà occuparsi di una spinosa vicenda che riguarda Gino, il maialino del suo vicino di casa, il nigeriano Joseph. Chi ha portato il maialino nella moschea del quartiere? E soprattutto perché? Enzo dovrà far luce su questi piccoli e grandi misteri usando un bel po’ di fantasia, ironia e tanta pazienza. Un giallo multietnico per raccontare il nostro Paese multiculturale all’insegna della commedia all’italiana.

L’autore

Amara Lakhous
Amara Lakhous è nato ad Algeri nel 1970. Arrivato in Italia nel 1995, dopo pochi anni adotta l’italiano come lingua di scrittura, diventando una delle voci più originali del panorama letterario italiano. Con le Edizioni E/O ha pubblicato Scontro di civiltà per un ascensore a piazza VittorioDivorzio all’islamica a viale MarconiUn pirata piccolo piccoloContesa per un maialino italianissimo a San Salvario e La zingarata della verginella di Via Ormea.

Shannon e JosephCuori Ribelli

Trama. In Irlanda, la casa della famiglia di Joseph Donnelly viene bruciata dagli uomini del suo padrone di casa per non aver pagato gli affitti. Giurando vendetta, Joseph tenta di uccidere il padrone di casa, ma conosce la figlia, Shannon, intenta a ribellarsi alle tradizioni di famiglia e fuggire in America.